Regioni: a distanza di quasi dieci anni, la maggior parte delle Regioni sono diventate dei centri di potere come quello centrale che tutti speravano di scardinare. Le Regioni, sono diventate entità sempre più lontane dai cittadini e i loro rappresentanti si sono auto assegnati stipendi e vitalizi esattamente uguali a quelli dei parlamentari. Le regioni costano 232 miliardi su 827 delle uscite dello Stato ovvero il 28%. È necessario prevedere una riduzione delle competenze (Energia, incendi boschivi) e dei costi.
Province: il progetto prevede anche la riduzione del numero di provincie che deve passare dalle 110 attuali a 90. L’eliminazione di una Provincia comporta l’eliminazione di tutti gli uffici territoriali, e il ridimensionamento degli enti operativi (Questura, Vigili del Fuoco, Finanza, Carabinieri ecc) a sede distaccate, nel più ampio concetto: “Meno uffici amministrativi a favore del personale operativo”.
Comuni: solo i Comuni possono contribuire a migliorare la fruibilità e la bellezza del proprio territorio. Solo i comuni possono migliorare lo stile di vita dei cittadini, potenziando ed investendo sulla cultura locale, sul sociale, sugli asili e sulle scuole e tanto altro. Ad oggi invece, tutti i sindaci dei comuni medio piccoli, si barcamenano solo tra le responsabilità penali, esigenze dei cittadini e mancanza dei fondi necessari per qualsiasi intervento. È necessario prevedere la riduzione da 8.000 a 6.000 (sotto i 1.100 abitanti). Più soldi ai comuni e meno alle regioni (88 miliardi ovvero il 10%). I soldi non più pagati ai sindaci e agli assessori rimangono alla nuova frazione. Sempre un assessore nominato dalla nuova frazione
Gli Enti Locali (Comuni, Province e regioni) non possono bloccare progetti Statali come l’ampliamento di un’autostrada




















