Le case di tolleranza

I dati sulla prostituzione in Italia variano, ma indicano un fenomeno significativo con decine di migliaia di persone coinvolte, per lo più donne straniere, spesso vittime di tratta, provenienti principalmente da Romania, Nigeria, Albania, Cina e altre aree dell’Europa orientale e dell’Africa. Il fenomeno si sta spostando anche online, e una stima del 2022 ha rilevato oltre 2.500 potenziali vittime di tratta e sfruttamento.

Il fenomeno riguarda prevalentemente donne (circa il 90% delle vittime) e ragazze, con una forte presenza di giovani tra i 18 e i 25 anni. La prostituzione è strettamente legata alla tratta di esseri umani, con un aumento delle vittime registrate negli ultimi anni. Il web è diventato un canale cruciale sia per la domanda che per l’offerta di servizi sessuali, ma anche per lo sfruttamento in agricoltura, edilizia e lavori di cura. Tra le vittime ci sono anche migliaia di minori stranieri sfruttati nel mercato del sesso.

Il proibizionismo che c’è dietro le case di tolleranza rappresenta il massimo dell’ipocrisia. Ormai le prostitute, scusate le escort, perché così suona meglio, lavorano in molti condomini tranquillamente e accettate da tutti.

Forse qualcuno si lamenta e giustamente preferirebbe che avessero un locale tutto loro dove lavorare. Forse qualcuno preferisce ancora le donne in strade sfruttate e trattate quasi da schiave, piuttosto che avere le case chiuse.

In alcune città c’è il coprifuoco e dopo una certa ora non è più possibile andare in giro per la prostituzione e lo spaccio. Alcune zone delle grandi città sono diventate invivibili

Proposte

Le case di tolleranza devono essere regolarizzate in modo tale che anche le dipendenti o i dipendenti, possano pagare regolarmente le loro tasse e i loro contributi per la pensione

Per non parlare della pulizia, dell’igiene e dei controlli che potrebbero essere molto più efficaci di quanto lo siano oggi.

Se le case di tolleranza ci sono in tutto il mondo è perché forse la società non ne può fare a meno, quindi è un fenomeno che non può essere combattuto ma va gestito nella maniera più dignitosa possibile.

Roberto Paoletti

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