- Norme semplici: Le norme devono essere scritte in un linguaggio semplice e comprensibile dalla maggior parte dei cittadini a cui sono rivolte. Il testo deve essere schematico e non deve superare un certo numero di pagine massimo da definire per aree tematiche. Non vi devono esser rimandi o riferimenti incrociati o quant’altro che possa
- Norme applicabili: la politica ha il compito di mediare l’applicabilità della norma alla realtà e al contesto Italiano. Questo significa che il Governo deve fare da arbitro tra il livello di sicurezza che la società pretende dalle aziende (pubbliche o private) e la necessità che queste rimangano comunque aperte.
- Numero di norme limitato: il Governo ha l’obbligo di controllare il flusso normativo proposto dalle varie Amministrazioni e che queste non si sovrappongano con le precedenti. Un numero eccessivo di leggi, circolari e chiarimenti afferenti la stessa tematica disorienta notevolmente gli utenti e sono controproducente ai fini dell’individuazione di un eventuale responsabile in caso che si verifichi un sinistro
- Sito internet normativo: ogni Amministrazione statale deve creare un sito internet con la raccolta delle proprie norme emanate. Il sito deve consentire una facile ed immediata fruibilità da parte di tutti gli utenti. I testi devono essere coordinati, ovvero riportare tutti gli aggiornamenti, i chiarimenti e le informazioni utili, anche applicando colori e format diversi nella tessa pagina.
- Accesso gratuito a tutte le norme: in Italia, l’accesso ad alcune norme tipo le UNI, le ISO ed altre sono a pagamento. È necessario eliminare questo vincolo in quanto tutti i cittadini devono accedere gratuitamente a tutte le norme dello Stato, anche perché chi le scrive viene retribuito con soldi pubblici.
- Armonizzazione delle leggi europee: l’applicazione delle direttive europee tra i Stati membri è troppo disomogenea. L’Unione Europea per alcune tematiche, potrebbe emanare direttamente delle leggi applicabili direttamente negli Stai consentendo di omogeneizzare la tematica trattata. È infatti necessario per esempio che chiunque si rechi in un qualsiasi albergo di un qualsiasi Stato membro, trovi gli stessi standard di sicurezza. Nel caso specifico dell’Italia sembrerebbe che comunque siamo sempre noi Italiani ad interpretare le direttive in maniera molto stringente




















