- Si ai termovalorizzatori. Non è accettabile che in Italia ci siano così pochi termovalorizzatori e tutta l’immondizia che non è possibile riciclare vada seppellita ancora sotto terra. A grandi linee, l’immondizia seppellita nelle discariche solo negli ultimi decenni corrisponde in termini energetici a più 2 miliardi di barili (4.600 petroliere di stazza media).
- Per i termovalorizzatori costruiti vicino alle coste si potrebbe pensare di mandare i pochi fumi prodotti lontano dalla costa, nel mare, in modo tale da disperderli lontano dai centri abitati. Si potrebbero sfruttare anche le vecchie tubazioni del metano che vanno fino alle piattaforme.
- E l’anidride carbonica? Seppellire l’immondizia sotto terra, bruciarla per strada o trasportarla all’estero produce molta più anidride carbonica dei termovalorizzatori.
- È necessario costruire in ogni Regione almeno un termovalorizzatore che produce energia elettrica e acqua calda per riscaldare le abitazioni limitrofe, ma più di tutti per far completare il ciclo di vita a tutti i materiali che non possono essere riciclati.
- Attenzione ai piatti e bicchieri di carta: a volte la soluzione è peggio del problema in quanto per essere prodotti necessitano di cellulosa vergine e quindi si rischia di dover tagliare milioni di piante a livello globale.




















